Sto facendo una cosa che si dovrebbe sempre evitare, ovvero scrivere reportage di viaggio diversi giorni dopo il rientro a casa. In macchina, in treno, in aereo, era sempre un continuo pensare e ripensare alla forma che i miei post avrebbero avuto una volta che, tornata a casa, avrei potuto scribacchiare al computer le mie impressioni. Peccato che, col passare del tempo, i ricordi diventano sempre meno vividi, e il risultato è più un andare alla ricerca del tempo perduto, con tutti i suoi pregi e difetti, che dare un riscontro esaustivo e sentito dei fatti.

Successivamente ogni post verrà dedicato a una città. Questo invece avrà una struttura molto più schematica, una sorta di “cose che la vostra guida di viaggio vi dovrebbe assolutamente dire se solo il loro scopo non fosse favorire il turismo/dare una leggerissima infarinatura del posto in cui andate”.

INDIA del nord ovest (Rajasthan, Agra, New Delhi)

INFORMAZIONI GENERALI
Fuso orario: 3 ore e 30 (ora legale, 4 ore e mezza in periodi di ora solare)
Viaggio aereo: dalle 8 alle 9 ore. Jet Airways è vostra amica se volete un viaggio coi fiocchi a prezzi modici. Anche Shahrukh Khan ve lo dice: “Jet Airways – that’s a good idea!”.
Quando andare: quando non fa caldo, tipo non a giugno. C’è di buono che in sto periodo però non serve prenotare niente, gli alberghi sono quasi tutti letteralmente vuoti, e il servizio è rapido e impeccabile.

FORMALITA’ PER L’ENTRATA

Serve passaporto e visto. Il visto va richiesto massimo un mese prima della partenza, perché inizia da quando vi torna indietro il passaporto vistato. Chi vive al nord deve farselo a Milano (via Marostica), chi vive al sud invece deve mandare il tutto a Roma (n/p). Se ve lo fate a Milano il visto vi arriva in una settimana scarsa.
A meno che non abbiate fatto cose zozze all’estero e ci potrebbero essere motivi seri per cui il passaporto non ve l’accettino, sappiate che potete benissimo fare il biglietto aereo millenni prima di avere il visto. Sul sito fanno terrorismo psicologico perché non sanno se siete dei beoti da gita di fine anno al liceo o meno, e preferiscono optare per la peggiore ipotesi. A mio avviso fanno bene.

VACCINI E PRECAUZIONI SANITARIE
Andate alla vostra ASL per chiedere, e decidete da voi. Qui si fece il richiamo per antitetanica e difterite, antitifo e Epatite A. Benché me l’avessero proposta, l’antimalarica non la feci, e nemmeno l’anticolerica: basta essere saggi e attenersi con cura alle prassi consigliate per prevenire qualsiasi contagio. Inoltre l’antimalarica, non solo dà effetti di reazione particolarmente sgradevoli, ma vaccina contro specifici determinati ceppi, ossia è ben lungi dall’essere infallibile.
Importantissimo: MAI e poi MAI bere dal rubinetto. Mai prendere bibite per strada non sigillate. Mai mangiare frutta che si mangia senza bisogno di sbucciatura, o peggio, già sbucciata. Mangiate sempre in luoghi frequentati (questo dovrebbe valere anche a MILANO, o chessò, dove vivete voi!) e in cui il cibo vi è preparato davanti.
Portatevi i medicinali di dovere, e non drogatevi di Maalox appena vi brucerà lo stomaco (visto che non c’è cibo non piccante in India): stemperate l’acidità col lassi, o andate ogni tanto di chicken biryani violento. In alcuni ristoranti offrono cibo cinese, che potrebbe essere un buon modo per dare uno stop ai vostri problemi gastrici.
L’amuchina è vostra amica. Così come l’Autan per zone tropicali.

PRESE DI CORRENTE

Di base la corrente è di 220-240 volt. Se attaccherete una presa italiana ad una spina indiana vedrete che entra, ma non si attacca mai alla perfezione, in quanto servirebbe un adattatore. Se non avete l’adattatore, semplicemente non inserite la spina fino in fondo: funziona.

ABBIGLIAMENTO

Riassunto: se hai caldo, COPRITI

Come vestirsi se andate comunque a giugno:
– gli abiti devono essere assolutamente di cotone o lino, evitare colori troppo sparafleshanti per via degli insetti, colori tenui preferibili. Contate che la città di Jodhpur è detta “la città blu” perché dall’alto molte delle casine son tutte blu chiaro, e ciò è sia per far risaltare le case dei brahmini, sia per tenere lontani questi deliziosi animaletti.

– meglio maniche e pantaloni lunghi. Non solo per via degli insetti, ma anche e soprattutto per il caldo. Sebbene ci teniate alla vostra tintarella tropicale, sappiate che i beduini del deserto non sono stupidi: nei momenti di canicola più nera ero solita coprirmi la testa con la mia sciarpona multiuso (per posti sacri, per il vento, per il caldo, appunto), e finalmente la temperatura acquisiva una gradazione accettabile.

– per le scarpe dipende che tipi siete: le scarpe da ginnastica vanno sempre bene, soprattutto per fare escursioni. Tuttavia, se non vi schifate troppo a toccare pavimenti calpestati da millemila persone e eventuali animali, consiglio caldamente dei sandali comodi (e non vorrei fare pubblicità, ma usavo i miei inossidabili Birkenstock): molto più pratici da levar via alla svelta.

– nei templi generalmente ci si toglie le scarpe e si copre il capo (voi femmine). In teoria non si può entrare col ciclo ma sfido a sbirciarvi nelle mutande per vedere eventuali impurità. Scambiate sempre due parole coi sacerdoti gigioni, che spesso son persone divertenti.
 

COSE PER CUI NON SCANDALIZZARSI/SE SIETE SCANDALIZZATI IN PARTENZA CAMBIATE DESTINAZIONE

– estrema quantità di spazzatura, rinvenibile OVUNQUE. Parco nazionale? Autostrada? Città grossa? (meno) Città piccola? Luogo altamente turistico? Paesellino? C’è sempre, cambia in quantità agglomerata, ma il sunto è questo: l’India è una grande discarica a cielo aperto.

– gente povera, e povertà. Io dico, siete in India, se vuoi vedere gente felice di default vai alla Valtur o a farti una crociera. O semplicemente, non andare in India. Non tornare piangendo dicendo “Non mi aspettavo fosse così, mi sono preso a male”, esattamente dove credevi di andare?

– la condizione della donna in India. In sunto: l’uomo viene prima, ma la donna si veste meglio. Vi linko la mia tesi di laurea?

alzati la gonna e fammi vedere/cosa c’è da fare

SOTTOCATEGORIA: GLI AUTOCTONI E I TURISTI

Quando ho iniziato a pensare a scrivere il mio resoconto, la prima e primissima cosa cui ho pensato fu questo punto. Nessuna esperienza altrui potrà mai prepararvi a come sarà l’impatto con la gente indiana, e non tanto per la sopracitata povertà, quando per la sublime arte che hanno gli indiani (conosciuti da noi) di cercare di venderti/spillarti/scassarti la qualsiasi. Da questo punto di vista, devo dire che le guide fanno del loro meglio per indorarti la pillola ma, nonostante ciò, non possono in realtà far altro che darti un minimo di chiave di lettura della cosa: nella pratica, sarà solo dopo una decina di giorni di giungla che capirai davvero come si deve trattare con la gente del luogo.

Sono due gli atteggiamenti più “estremi” cui possono andare incontro due turisti occidentali non vestiti/comportanti da robbosi cittadini del mondo (come la tizia madre di quattro figli che scrisse una parte della guida Routard 2011 sulla zona in cui andammo, che non ritengo una compilatrice di guida di viaggio attendibile – solo gente del genere può dire che gli indiani sono un popolo accogliente e caldo! Prego, evitare di generalizzare vedendo la gente con le lenti di candycandy):

turista che rischia la paresi facciale per troppe foto

a) venerazione verso i turisti/rockstar. Hai la pelle bianca = come siete carini, che animali esotici!, omiodio posso sperimentare il mio inglese con te! Foto! Foto! Tieni la mano al mio bambino! Encore!! (no questo no).
Dialogo base:
Indiano x uomo occidentale: “Hi! What’s your name?” *risolini* “Where are you from? Ah Italy, buongiorno” *stretta di mano*.
Indiano x donna occidentale: “Hi! What’s your name?” *risolini” Where are you from? Ah Italy buongiorno” *giovanotto timoroso porge la mano, e quando gliel’acchiappo a momenti piange/scoppia a ridere come una fangirl isterica in mezzo alla strada”
Costoro non sono nocivi, l’unico inconveniente è quando si accalcano e fanno a turno a chi si fa la voto prima/stringe la mano prima/ottiene un contatto fisico con un turista. Grazie agli indiani ho scoperto quanto può essere stressante per un attore partecipare ad una convention di fan
sfegatate e pazze, quindi odio un po’ meno la carriera di prostituti di Ackles&co.

b) sei un turista e quindi sei per forza ricco sfondato, ti cerco di spillare i soldi in maniere fantasiose.

La maniera meno fantasiosa la si riscontra a Delhi, che è davvero una città banale in quanto a tentativi di raggiri. Sostanzialmente il tutto ruota attorno a falsi uffici turistici e a contrattazioni.
Ecco come ovviare al problema:

– uffici turistici/alberghi saltati in aria: di ufficiale ce n’è solo uno a Connaught Place. Prendete una cartina e andateci autonomamente, se proprio dovete. Al risciò ditegli di portarvi a C. Place, non “all’ufficio turistico”. Se qualsiasi guidatore vi dice “il vostro hotel non c’è/è saltato in aria/non ci posso arrivare, vi porto all’ufficio turistico” saltate giù al primo ingorgo e mandatelo a ramengo. Il fatto che voi cerchiate un Ufficio Turistico deve sempre rimanere un segreto. Così come il fatto che è la prima volta che venite in India. Così come l’informazione che siete appena arrivati in India. Ci siamo capiti? E’ minimo la seconda volta che venite in India, state girando già da una settimana, e state andando a vedere il centro. In India le balle a turisti (e non) girano che è una meraviglia, siate pronti a imbastirne anche voi.

– Contrattazioni sui prezzi: in India è tutto contrattabile, salvo i luoghi in cui c’è scritto “i prezzi non sono contrattabili”. Forse. A maggior ragione se siete turisti il prezzo è contrattabile, visto che comunque, anche dopo lunga contrattazione, il tizio indiano finirà per guadagnarci molto più del prezzo di partenza, visto che voi non sapete una cippalippa del valore d’acquisto della loro moneta, e del valore della merce in generale. Se siete del sud Italia è più probabile che siate avvezzi a questa pratica; se no, sappiate che quando un indiano vi chiede 300, in realtà ne dovrebbe avere 100. Tu chiedi di pagare 100 e man mano arriverete a un prezzo che va bene a entrambi: sii raggirato, ma con oculatezza.
Per quanto riguarda i risciò/rickshaw/autoconconducente, il punto è il seguente: al primo giorno vi fregheranno sempre e comunque, visto che difficilmente capirete sin da subito l’onesto prezzo di una corsa. Vi spareranno tutti dalle 100 alle 150 rupie, perché avete delle facce di allocchi accaldati e siete stremati e accettereste la qualsiasi. Prendetela con filosofia, vi rifarete fra qualche giorno.

Raggiri minori:

– gente (anche che lavora in musei!) che vi dice di essere collezionisti di soldi e vi chiedono 1 o 2 eurini: 1 euro sono 60 rupie circa, non fatevi gabbare, che è una mancia/carità/giveaway di soldi superesosa. E’ vero che 60 rupie sono SOLO un euro, ma dovete proprio fare la figura dei turisti grandeur spendaccioni? Non è spendendo e spandendo che vi si rispetterà, anzi è statisticamente più probabile il contrario!

– gente che si propone innocentemente di farvi fotografie con la vostra macchina: chiederà dei soldi. Vedete voi. Se avete pattuito una cifra e dice di non avere resto, seguiteli come cerberi: in realtà se li vuole intascare tutti.

– questa ve la metto fra i raggiri ma in realtà è una prassi di sopravvivenza: se potete, non prenotate in anticipo. Ma se prenotate in anticipo, prima di accettare la prenotazione chiedete di vedere sempre la vostra stanza d’albergo. Se non vi piace, chiedete di vederne un’altra. Se tutto l’albergo è in condizioni più che impietose, piuttosto che stare nell’albergo che avete prenotato a piangere la notte, pagate la tassa di sprenotazione (mezza notte) e andatevene. L’India è piena di sorprese di ogni tipo.

avremmo pianto anche noi, se fossi rimasti. Fatevi un piacere, evitatelo.

CARITA’, MANCE, OFFERTE AI TEMPLI E GIVEAWAYS DI SOLDI IN GENERALE

Io vi dico le prassi generiche, voi agirete di conseguenza. Non andrò per giri di parole perché non servirebbe a niente:

– la carità richiesta è mediamente 10 rupie (10rupees10rupees10rupees è una canzoncina che sentirete spesso ronzarvi nelle orecchie nel corso del viaggio), ma sta a voi decidere se ne vale davvero la pena concederla. E’ evidente che molti bimbini sono educati dai genitori con lo specifico compito di chiedere la carità in maniera insistente: volete davvero sovvenzionare tutti questi bimbini dandogli soldi solo perché ve lo chiedono? Molto meglio, allora, rifiutare 10 rupees a bambini che ve la chiedono random e con un po’ (!) di arroganza, e concederli a cuor leggero a bimbini che ti offrono in cambio un fiorellino appena raccolto (non si sa se picchiando vecchiette in carrozzella, ma vabé, abbiamo il beneficio del dubbio): oltre a dargli soldi, gli fai capire che basta un piccolo sforzo di volontà attiva per ottenere dei soldini. i bambini di Fatehpur Sikri sono stati i più dannatamenti insistenti in assoluto!
Questo ovviamente vale per piccini, ma anche grandi. Da questo punto di vista anche la Routard dice chiaro e forte che ciascuno di noi dovrebbe decidere in partenza le proprie regole sulla carità con un criterio. Il mio è stato dare la carità in base ad un qualsivoglia servizio: al vecchino che mi guarda le scarpe quando le lascio davanti al templio, al ragazzino che ci concede una guida spontanea per la città (poi tentò di portarci a comprare cose, ma là sta a voi essere chiari – sta cosa davvero non si può insegnare in una guida) e cose così.
Ovviamente capitò di dare soldini a bimbini e vecchine random, ma si sa che queste cose vanno anche a “simpatia”. Come capitò di NON dare soldi a bambini offrenti qualcosa insistenti e arcigni come questo bambino (dei tanti) di Fatehpur Sikri che onestamente me le fece girare a elica. Fatehpur Sikri e Agra sono i due posti in cui di più siamo stati trattati male/assaltati/scassati fino allo sfinimento, e temo proprio sia dovuto al fatto che essendo, in teoria, posti turistici, le palle debbano per forza essere rotte proprio ai turisti. Pessima pubblicità, ragazzi. Secondo loro Turista = non è abituato a noi ed è pieno di soldi da dare via. Ci darà i soldi. Non ce li dà? Dacci i soldi! NO, a TE i miei soldi non li do, e che cavolo.

– (ovviamente) le mance vanno a meritocrazia. Anche lì, in genere la forbice è in genere da 10 (pessimo servizio, sei una merda approfittatrice con prezzi esosi e te li do per pena a mò di carità, puà) a 20-25 rupie.

– se siete in auto con un autista, la sua mancia finale dovrà consistere, come dice la Routard, in circa 75 rupie al giorno, in caso di servizio positivo. Noi siamo andati col MITICO Mohan di indiakarni. Mai mancia fu meglio data. Onesto, instancabile, disponibile e gioviale. Chiedete di lui, che è una garanzia. Dati i numerosi malcontenti letti sul web, abbiamo solo “noleggiato” Mohan, e chiesto di scegliere gli hotel da noi: se finivamo in catapecchie erano cacchi nostri!

– ai templi date ciò che volete se vi aggrada, ma anche qua 10-20 rupie è la tariffa media. Vedrete misteriose sparute 100 rupie nel piattino, che sperano ci mettiate VOI.

– quando siete in albergo, consiglio caldamente di dare una mancia decorosa (20+ rupie) appena arrivati, ma questa è una cosa valida anche negli alberghi italioti.

TRASPORTI IN BREVE, reprise.

– i tuktuk (o rickshaw) aka risciò con motore, in genere della Piaggio verdi e gialli, sono un’istituzione. Ci contratterete allo sfinimento. Vi cercheranno di tirar su ovunque siate, anche se siete appena scesi da uno. Saranno i vostri migliori amici e peggior nemici.
– risciò a pedale. I tizi sudano e si stancano tanto ma sono poveri. Usateli, se potete! Non consiglio per lunghi tragitti, a giugno.
– taxi: non saprei, noi avevamo l’auto con autista. Ma avrei paura fossi in voi, non saprei di chi fidarmi.
– treni: si devono prenotare con largo anticipo. Se finite in waiting list, sappiate che il posto per voi ci sarà comunque: salite fiduciosi sul treno, casomai finirete per fare 6 ore di treno in corridoio. Se salite alla stazione di partenza fregherete il posto a qualcuno, che lo fregherà a qualcuno d’altro, e come per magia in queste postazioni a panchina per 3 persone, si siederanno dalle 3 alle 5 persone (più un bimbino piccolissimo in braccio).
Vedrete assai gente che fa i loro bisogni solidi durante il percorso, non fissateli troppo prima che diventano stitici a causa vostra! A, e ovviamente vedrete chilate di spazzatura e fiumi divenuti verdi dalla sporcizia.
– autobus: non pervenuti.
– trasporti con bestiole: niente da ridire sui cammelli, che sembrano a loro agio. Ma mettetevi una mano sul cuoricino, prima di usare gli elefantini. Stanno bene?
– noleggiare un’auto per guidarla tu: SONO SICURA CHE NON LO VUOI. Da qualsiasi parte dell’Italia tu venga, non sei abituato al traffico indiano, te lo dico io. No? Hai mai visto un camion in autostrada che va contromano? Lì succede di continuo! Spero di averti fatto desistere.

la legge indiana: chi la il clason più squillante (o dalla melodia più trash) vince