Dato che lessi ben tre libri della famosa Lisa Kleypas (ndkalla erano i primi 3 usciti by Mondadori, la mitica collana Emozioni*), mi permetto di tirare un sunto sulla sua produzione romance usando come schema questo libro (era L’amante di Lady Sophia, per la cronaca).

Profonda stima per le case editrici anglosassoni, che nascondono le copertine torbide con una sovraccoperta morigerata e sobria

L’eccitazione sessuale, si sa, nelle donne è più soventemente scaturita dalla fantasia che da questioni meramente visive; nella fattispecie in genere sono ambiti situazionali che destano e alimentano nelle menti delle fanciulle un’ardita voglia di carnalità. Risultato della cosa: quando si fanno trip erotici, tendono ad immaginarsi di far cose con degli “uomini senza faccia” (cit. Sally) che fanno loro le porcaggini più inaudite, con un filo di trama che le sorregga e sesso! sesso! e ancora sesso! con lui che ovviamente ti fa godere anche solo con la di lui presenza.

La Lisa lo sa. Maturato da penso ore e ore di onanismo che non vogliamo sapere se fosse mentale o pratico (presumibilmente entrambi), ha letteralmente trasposto dei sogni mentali di pulzella pruriginosa su carta. Esito: uomini fatti tutti con lo stampino, trame esilissime, sesso a gogo. E una protagonista perennemente evanescente con caratteristiche dalla dubbia forza e carisma praticamente assente, che esiste solo in quanto lo fa venire duro al protagonista praticamente dalla prima volta che egli posa lo sguardo su una di lei ciocca di capelli.

In tutti e tre i romanzi pubblicati dalla Mondadori sotto la collana Emozioni (sic!) mi è parso di leggere su carta i sogni sentimentalsessuali che una qualsiasi donna si fa ogni tanto prima di andare a dormire, come a raccontarsi un film romantico (che, insomma, al giorno d’oggi fanno di un cacare così immondo che ce li si deve immaginare!).
Così fu per Sognando Te. E anche per Sugar Daddy (anche se lì la Lisa tentò un lamissimo tentativo di introspezione psicologica e denuncia sociale, che se la poteva risparmiare). Dulcis in fundo, con L’amante di Lady Sophia. Ecco i nostri 3 romanzi.

Da noi le copertine o son troppo blande e poco pregnanti...

Il protagonista: moro e con gli occhi chiari. Fermo e deciso, a volte un po’ ingessato, ma qua e là con tocchi animaleschi e per di più tendente a battutine sardoniche da uomo vissuto. E’ matematico che pornoinimicizzi con la protagonista, e anche quando realtà se la vorrebbe bombare seduta stante ama languire e farla languire per prolungare i preliminari del gioco amoroso. Ma l’attesa è un dolce premio: scopa sempre e comunque da dio, e senza sbagliare mai un colpo! Mai nessuna defaillance, e il pene gli si rizza al minimo sentore della protagonista, quasi fosse la controfigura del personaggio stesso nei momenti hot! Conosce duemila e seicento giochi sessuali! Nessuno come lui ha mai fatto venire la protagonista! E poi nel suo lavoro è così figo e impetuoso, è il più bravo di tutti. Ma di questo ce ne freghiamo, perché pare sempre più interessato a passare giornate (!) in camera da letto anziché acciuffare i criminali! Ogni volta ha sempre una maschera che porta, per poi farsela disgregare come un fiume in piena (= è un duro col cuore di panna, SEMPRE) non appena arriva Lei, il suo Vero Amore.

La protagonista: i caratteri somatici cambiano a piacere, perché la Kleypas si auspicherebbe pian piano di fare romanzi con tutti i “tipi” di donna che sono soliti leggere i suoi romanzi. Nella fattispecie mi chiedo come mai non sia ancora spuntata fuori “la gattara” (ma è sostituita da “la vergine a 30 anni e passa) e “quella che dà esami e fra un testo e l’altro legge romanzetti” (ma è la versione beta e futura della precedente gattara, suppongo).
Dal punto di vista caratteriale… non c’è. Non si capisce manco perché lui la voglia, dato che il carisma di lui offusca sempre e comunque lei, fornendoci così un chiaro esempio del solito maschilismo al femminile che impera con grande fervore nei romance. Ebbene sì, anche se siamo femmine e indipendenti, vorremmo tutte un CONSERVATORAZZO

... o sono degne della copertina del miglior porno che potete trovare dal vostro rivenditore di fiducia (spero ne abbiate uno! Non ci son più i porno di una volta!)

D’ALTRI TEMPI che ci dice cosa fare e quando farlo e che ci maltratta per poi darci la caramellina del Vero Amore. O almeno, è quello che il nostro cervello si mette in testa di pensare quando agguantiamo questi romanzetti, lo so anche io. Penso in fondo sia una maniera di esorcizzare la famigerata parità dei sessi che rende i ruoli dell’uomo e della donna (fortunatamente) meno definiti e quindi più ricchi di zone oscure e fraintendimenti nel gioco di coppia.
Ad ogni modo, benché lei sia sempre descritta con aggettivi quali “dal gran temperamento” o “indipendente” o “allegra”, l’unica funzione dalla protagonista è letteralmente lasciarsi domare dal pitone del protagonista, nel mentre facendoci illudere che è invece lei ad aver destato in lui sentimenti mai visti prima, con le di lei sopracitate caratteristiche. Il problema è solo uno: le parole sono quelle, ma nella realtà la protagonista non è NIENTE. Non esiste. E in un certo senso sarebbe molto più facile immedesimarsi ed empatizzare con il personaggio maschile anziché con quello femminile, che non è altro che un oggetto esistente per fare risaltare lui, il maschio. In effetti è noto che la Kleypas faccia personaggi maschili notevoli… beh, è perché smorza più che può le sue protagoniste!

La trama: (sempre e comunque, con variazioni lame quale l’inizio di Sugar Daddy – dal cui empasse Lisa è dovuta uscire facendo fare al suo iniziale protagonista maschile una cosa fetente molto OOC “out of character”) lei e lui in partenza non si vorrebbero fare manco di striscio col raziocinio, mentre i rispettivi corpi si animano contro la rispettiva volontà (guest star: il pene e la vagina – anzi in genere sono i capezzoli – come dissi!). Poi cedono, poi iniziano a innamorarsi, poi riscatta l’incomprensione, poi ci si ama.
Nel mezzo bombate di ogni tipo (e in questo la Kleypas eccelle, lo ammetto).

Conclusione: leggere i libri della Kleypas è solo molto eccitante perché offre dei mini romanzetti porno con un contorno di ‘800 (o di uomini moderni con mentalità ancien regime – tié). Dal punto di vista narrativo la sorregge una scrittura media tipica dell’Harmony sì MA la resa generale delle sue storie lascia molto a desiderare perché l’interesse è dato solo 1 di 2 individui che dovrebbero costituire una coppia (fatta da due persone, lo ricordo).

Kallagiudizio:
E’ vero che tutti gli Harmony sono grossomodo simili e che si usano sempre gli stessi moduli, e la Kleypas non fa alcuna eccezione. ANZI.
Se poi mi si viene a dire che è apprezzabile perché mette assai scene di sesso nei suoi romanzi, allora riparliamone, posso essere d’accordo.
Sfatiamo ‘sto mito, la Kleypas scrive storie mediocri, solo che mette talmente tanto sesso variegato e di qualità che ti dimentichi di aver letto sempre la stessa solfa.

(* ne lessi vari altri, e la formula è – noiosamente – sempre la stessa. Qualcosa di meglio si può trovare in un paio di volumi dei quattro della saga delle Wallflowers – da noi trasformata in un lusinghiero Audaci zitelle)

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